SHELLY BERG “Blackbird” – Concord (2003)

Shelly Berg ha due difetti. Il primo, grave, è che suona benissimo un jazz privo di complicazioni cerebrali.. Il secondo, gravissimo e imperdonabile, è di non essere drammatico, ma di trasmettere invece piacevoli sensazioni di ottimismo e di serenità.

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DAVID “FATHEAD” NEWMAN “I Remember Brother Ray” – HighNote (2004)

Tra i molti e recenti tributi a Ray Charles non poteva mancare il ricordo discografico del musicista più vicino a “The Genius”, colui che ne ha condiviso per anni la vita e la musica: il tenorsassofonista e flautista David “Fathead” Newman.

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MATT WILSON “Wake Up! (To What’s Happening)” – Palmetto Records (2004)

Non fermatevi alla copertina – orrenda – di questo CD. Sembra un disco rock psichedelico degli anni ’60, mentre nasconde una seduta di jazz quanto mai ispirato e intelligente, originale pur essendo calato nel grande solco della tradizione.

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JAZZMATES feat. PATTI WICKS “Basic Feeling” – JazzGuests (2004)

Signore e signori, prego: massima attenzione. La cantante che vi presento non è brava né bravissima, ma una fuoriclasse, di quelle che dopo un paio di battute ti hanno già catturato l’anima e il cervello.

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GIANNI BASSO QUARTET feat. ENRICO RAVA “Tea For Two” – Philology (2003)

Ha proprio ragione Paolo Piangiarelli quando scrive, nelle note di copertina, che questo è un disco di altri tempi, di quel jazz che “fa male”, secondo una regola praticamente fissa fino ai primi anni ’60.

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PAOLO FRESU QUINTET : "Kosmopolites – The Music of Roberto Cipelli" – Blue Note (2004)

E così anche Paolo Fresu, dopo Stefano Di Battista, Daniele Scannapieco e Nicola Conte, approda alla Blue Note.

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SCOTT HAMILTON & HARRY ALLEN “Heavy Juice” – Concord Records

Due campioni assoluti del mainstream si sono finalmente incontrati per un disco esplosivo, swingantissimo, solare e genuino come nella migliore tradizione. In effetti, sembra di balzare indietro di qualche decennio nell’ascoltare questi giri armonici tanto abusati, questi temi entrati nel lessico di qualsiasi musicista jazz.

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EDDIE HENDERSON “Time & Spaces” – Sirocco (2003)

Eddie Henderson è un eccellente trombettista, tra i migliori della sua generazione (è nato a New York nel 1940). Musicista non a tempo pieno – in effetti è anche medico psichiatra – fu in verità messo in ombra da gente del calibro di Lee Morgan, Freddie Hubbard, Woody Shaw, Booker

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MADELEINE PEYROUX “Careless Love” – Rounder Records

Chi si ricorda di Madaleine Peyroux? Probabilmente nessuno, visto che il suo precedente disco risale a ben otto anni fa. Un silenzio così lungo avrebbe potuto azzerare chiunque, ma Madeleine forse ha intuito che questo era il momento giusto per riproporre il suo canto elegante, dai contorni sfumati e preziosi,

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ERIN BODE “Don’t Take Your Time” – Maxjazz

La nostra recensione del primo CD di Erin Bode per la Maxjazz scritta prima del bellissimo concerto di Montemarciano dello scorso febbraio .

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