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50th Bossa Nova Anniversary – Tribute to Antonio Carlos Jobim




Teatro delle Muse
p.zza della Repubblica, 1
60121 Ancona (AN)

Biglietteria:
via della Loggia
tel. 071.52525
fax. 071.52622
e-mail boxoffice@teatrodellemuse.org

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DUDUKA DA FONSECA
Eddie Gomez
HELIO ALVEZ
CLAUDIO RODITI
08/07/2008 ore 21:30 - ANCONA - Teatro delle Muse


Claudio Roditi,
tromba;
Helio Alves,
pianoforte;
Toninho Horta,
chitarra;
Eddie Gomez, contrabbasso;
Duduka Da Fonseca,
batteria;
Maucha Adnet,
canto

Luglio 1958 : un giovane chitarrista e cantante di Bahia, Joao Gilberto, registra due canzoni per un 45 giri che sarebbe uscito l’anno successivo. “Chega de Saudade” e, nel retro, “Bim Bom”, durano complessivamente poco più di tre minuti. Questo soffio di tempo cambierà la storia della musica brasiliana, pur se dei segnali di rinnovamento delle strutture tradizionali del samba e dello choro si potevano trovare nelle opere del cantante nero Johnny Alf sul finire degli anni ’40 e, soprattutto, nella “Sinfonia de Rio de Janeiro” scritta nel 1955 da Antonio Carlos Jobim. Altra tappa fondamentale è l’uscita del film “Orfeo Negro” di Marcel Camus (Palma d’oro a Cannes nel 1959) che impone i nuovi ritmi brasiliani in campo internazionale.

Se Gilberto è l’interprete supremo del nuovo stile, Jobim è l’anima, il compositore e arrangiatore principale, della “bossa nova”, nata dall’incontro del samba con le raffinatezze armoniche del jazz nordamericano. Tutto ora è, infatti, diverso. L’atmosfera generale è quieta e rilassata, quasi indolente; gli accordi sono più ricchi, sofisticati e difficili; la voce dimentica l’impostazione del bel canto italiano e sposa i crooner americani, Frank Sinatra in primis, e poi Nat King Cole, e addirittura il timbro ambrato e sommesso di Julie London; le melodie sono meravigliose e i testi, grazie alla penna di un poeta come Vinicius de Moraes, assumono un’importanza decisiva ed emozionante. I temi di Jobim (ma anche di altri autori, citiamo Carlos Lyra, Luiz Bonfa, Marcos Valle, Roberto Menescal) sono così belli da rinfrescare un “American songbook” che, nei primi anni ’60, appare già angusto ai principali jazzisti USA. Nel 1962 Stan Getz incide prima “Desafinado”, uno dei più celebri song di Jobim e manifesto della bossa, con il trio di Charlie Byrd; e dopo un album leggendario, tra i classici della musica del ‘900, con lo stesso Jobim e la coppia Joao e Astrud Gilberto, che sancisce la fama definitiva del nuovo verbo brasiliano nel mondo. Grazie a moltissimi altri jazzisti (ricordiamo soltanto Herbie Mann, Coleman Hawkins, Cannonball Adderley, Sonny Stitt, Bud Shank) la bossa nova tocca il suo apogeo artistico durante gli anni ’60, per poi subire un ricambio stilistico dovuto a emergenti figure del ribollente e musicalissimo universo sudamericano (pensiamo, innanzitutto, al movimento tropicalista di Caetano Veloso e Gilberto Gil).

Ma la bossa non viene di certo dimenticata, tutt’altro. Riferimento assoluto per qualsiasi musicista, si dimostra ancora oggi l’espressione brasiliana forse più apprezzata in ogni luogo, e di sicuro la più suonata da qualsiasi jazzista. Ne è ulteriore riprova questa strepitosa formazione organizzata dal grande batterista Duduka da Fonseca che vede impegnati alcuni dei più conosciuti e stimati musicisti di ambo i continenti, tutti padroni di una vasta carriera da leader e presenti in un gran numero di registrazioni, anche puramente jazzistiche. In effetti ognuno avrebbe bisogno di una propria scheda di presentazione, ma d’altronde la loro notorietà è tale da suggerire solo qualche cenno sul tipo di spettacolo a cui assisteremo. La serata si articolerà in una serie di piccole varianti, dal trio a quartetti e quintetti per poi arrivare al sestetto completo, che ci permetteranno un viaggio entusiasmante nel variegato mondo brasiliano di Antonio Carlos Jobim, con più di un brivido quando comparirà la cantante Maucha Adnet, corista del maestro negli ultimi anni della sua vita e protagonista di un album indimenticabile per gli appassionati del genere, vale a dire “Passarim”.

Concerto che si preannuncia straordinario e di raro coinvolgimento, fortemente voluto dal nostro festival, da sempre attento e vicino al Brasile e a ciò che rappresenta nel campo musicale e umano. 
 



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