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| MARVIN STAMM QUARTET | |||
![]() ![]() ![]() Università Politecnica delle Marche Aula Magna di Ateneo Via Brecce Bianche - Monte Dago 60131 Ancona Tel. 071 2204708 clicca per saperne di più sugli artisti AJ e scoprire tutti gli eventi che lo hanno visto protagonista. |
![]() 17/04/2008 ore 21:15 - ANCONA - Aula Magna d'Ateneo Facoltà di ingegneria - via Brecce Bianche INGRESSO LIBERO dalle ore 20.15 Marvin Stamm tromba Bill Mays pianoforte Rufus Reid contrabbasso Andy Watson batteria L’aula magna di Ingegneria ospiterà, come tradizione, il gruppo di maggiore importanza “storica” della rassegna. Studenti, giovani, e tutta la vasta platea, potranno vedere in azione quattro musicisti che hanno per davvero accompagnato l’evoluzione del jazz negli ultimi decenni. Pur essendo guidato dal trombettista Marvin Stamm, il realtà il gruppo è completato da quattro leader, garanzia per una musica d’insieme di livello estremo, tra le più significative nel panorama mondiale. E’ anche vero che la loro statura è forse più apprezzata nell’ambito ristretto dei musicisti, ma sono proprio questi uomini, la loro coerenza e la loro bravura, che mantengono vivi più di ogni altro la fiamma del vero jazz. Prendete Marvin Stamm, per esempio. Decenni trascorsi nelle file delle orchestre più altisonanti (Woody Herman, Stan Kenton, Thad Jones-Mel Lewis, Frank Sinatra, Bob Mintzer, Louie Bellson, Maria Schneider ) e negli studi di registrazione (tanto jazz, ma anche pop con Paul McCartney, Paul Simon, Aretha Franklin) ne hanno segnato la grandezza, ma forse la non eccessiva fama. Adesso, nella piena maturità, Stamm si presenta nella veste di solista di vaglia, con un fraseggio insieme audace e lirico, sempre estremamente musicale. L’avevamo apprezzato al massimo nello scorso Summer Festival di Ancona, in duo con Dena DeRose (disco, intitolato “The Nearness Of Two”, da poco uscito per la GoFour), ed ora eccolo nella sua creatura preferita, il quartetto al fianco del suo compagno prediletto, il pianista Bill Mays. Anche Mays può essere considerato un tesoro nascosto del jazz americano. Eppure la sua carriera, che si è sviluppata in oltre quaranta anni, ha toccato vette artistiche straordinarie (Benny Golson, Gerry Mulligan, Frank Sinatra, Sarah Vaughan) e generi del tutto diversi (da Frank Zappa alla musica classica), a testimonianza di una versatilità stilistica specchio di una padronanza unica della tastiera. Bill è pianista modernissimo: ne fa fede il suo trio, solido come granito e duttile come il gambo di un fiore, con Martin Wind e Matt Wilson, che è tra i migliori cinque trii del mondo in assoluto. Altre due perle sono il duo con Marvin Stamm, saggio di lirismo applicato allo swing, e “The Inventions Trio”, sempre con Stamm e con la violoncellista Alisa Horn, che offre il migliore esempio possibile, in questi tempi, di quanto siano labili le distinzioni fra jazz e musica classica.
Rufus Reid è forse il più conosciuto dal jazzofilo medio in virtù di una discografia imponente che l’ha visto suonare al fianco di Dexter Gordon, Lee Konitz, Kenny Burrell, Jim Hall, Tommy Flanagan, Helen Merrlii, Jack DeJohnette e numerosi altri. Insegnante notevole, ha anche scritto dei metodi molto utilizzati dai giovani esordienti. Rufus possiede un tiro e un suono subito riconoscibili, e un peso importante nel suo bagaglio tecnico è dato dall’uso dell’archetto, che utilizza molto vicino al ponticello. Un vero maestro quindi, con la particolarita' di essere stato poco ascoltato in Italia dal vivo; un'altra prerogativa che rende il concerto un "must" per chiunque ami la musica. | ||
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