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Alberto Alberti


Alberto,
eri sempre riuscito ad assorbire le conseguenze dei tuoi stravizi fino al punto che ti credevamo immortale: per questo la malattia ti si addiceva poco. La malattia non si addice a nessuno, ma presso di te, in particolare, sbagliava intonazione.
La tua malattia, nel suo orrore, ha finito però per farci capire fino in fondo il mistero della tua forza d¹animo, della tua popolarità, della tua simpatia, della tua ricchezza: la tua ricchezza sono sempre stati gli altri.
La tua ricchezza è stata il capitale d¹amore che sei riuscito a riscuotere nei tuoi intensi anni di vita. La quantità di persone che sentono la tua mancanza e toccano con mano la tua unicità è il segno vero della tua grandezza, Alberto.
Tu avevi il dono della comunicazione: in un baleno eri in grado di distinguere il fumo dall¹arrosto, l¹artista dal dilettante, la persona provvista di sentimenti da quella che ne è priva. E non sei mai stato un problema per nessuno; semmai sei stato la soluzione per tanti. Non hai mai mostrato risentimento, astio, invidia. Modesto fino alla ritrosia, umile, e nello stesso tempo aperto e fiero, generoso come pochi, ma restio ai compromessi, nemico della slealtà, talmente rigoroso da diventare perfino riluttante al perdono, se solo ritenevi che qualcuno t¹avesse fatto un torto vero.
Alberto, adesso siamo qui per darti l¹ultimo saluto, un saluto che non è un addio perché rimarrai con noi per sempre.
Ci hai insegnato molto, hai dato tanto a tanti, hai trasmesso ai giovani musicisti il tuo sapere e li hai formati, accompagnandoli verso il successo coi tuoi consigli e la tua passione. Per loro sei stato un ispiratore, un amico, un maestro e perfino un padre. Hai saputo dare gioia a chi la meritava. I tuoi allievi ti dedicheranno sempre le loro interpretazioni più riuscite, sicuri che li ascolterai, ovunque tu sia, anche se dovessi essere soltanto nei loro cuori.
Alberto, ti abbiamo voluto bene, lo sai, e te ne vorremo sempre. Sappi anche che ora ci mancherai. Ci mancherai senza rimedio. Ci mancheranno le tue risate, le ore piccole con te, il tuo carattere impetuoso, a volte dispotico, ma sempre disposto a comunicare di nuovo dopo tre secondi.
E¹ consolante sperare che adesso tu possa essere in compagnia di Dexter, di Miles, di Chet e di Frank.
Se è così, preparati, perché stanno per invitarti a fare una jam session con loro.

testo di Marco Cavani

foto di Giorgio Filippini © scattate durante una delle tante notti allo “StraBacco”

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