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GIANNI BASSO & THE ELLINGTON TRIO “Don’t You Know I Care” – GoFour LP1001 (2008)

Don’t Get Around Much Anymore / Don’t You Know I Care / The Way You Look Tonight /
The Lamp is Low / Prelude to a Kiss / Candy / Bewitched 

Gianni Basso, sax tenore; Luca Pecchia, chitarra; Giordano Pietroni, contrabbasso;
Alessandro Paternesi, batteria 

Lo volevamo da tempo, e finalmente ci siamo riusciti. Ricominciare, cioè, dal vinile, il supporto migliore per qualità sonora e ideale, nella sua normale dimensione di minutaggio, per l’espressività del musicista. In un momento di rinascita di questo supporto, quando finalmente chi vuole ascoltare musica può farlo nelle condizioni migliori e nel modo più fedele possibile, i nostri dischi – ovviamente a 180 grammi e a tiratura limitata a 500 copie – intendono presentare sì musicisti di grande valore, giovani o già noti nell’ambiente, ma soprattutto idee e progetti specifici. Chi ha un disco GoFour possiede anche un oggetto destinato a valorizzarsi nel tempo, dedicato a cultori e collezionisti.
Gianni Basso, per esempio. La sua discografia è vastissima, d’accordo, ma questo disco ne occupa un posto insolito, di particolare interesse. Siamo tutti d’accordo nel considerare Gianni uno dei massimi sassofonisti europei, vanto assoluto del nostro patrimonio jazzistico. Fra big band e piccoli complessi, il nostro si è creato una fama inossidabile anche fuori confine. E poi ci piace sottolineare il fatto di averlo conosciuto bene, anche come persona, di averne apprezzato il carattere aperto e disponibile, la profonda conoscenza del mondo del jazz fin nei suoi risvolti più umani, la passione per il mondo del vino. La sua scomparsa, avvenuta nel 2009, dopo tanti concerti organizzati con lui, ci ha lasciato un vuoto incolmabile. Se non, in parte, attraverso il concerto qui riprodotto, svoltosi ad Osimo nel raccolto Teatrino Campana, e che rappresenta l’ultima sua presenza nelle Marche. Da buon free-lance Gianni era ospite dell’Ellington Trio, originale formazione marchigiana composta da musicisti ben noti in regione, tra cui un giovane batterista oggi considerato uno dei migliori in Italia. Forse ci si poteva aspettare una prestazione di routine, professionale e nulla più? Sbagliato. Gianni appare subito in gran forma, fin dal brano d’apertura, e da vero leader si trascina una sezione ritmica che lo sostiene e spinge in maniera del tutto inappuntabile e creativa. Performance ben lontana dalla prevedibilità, essa appare in realtà un saggio di improvvisazione e swing su temi immortali tratti in massima parte dal repertorio di Duke Ellington, cioè la verità, quella su cui non si può mai bluffare. Tempi veloci si alternano a ballad da far accapponare la pelle, prima fra tutte quel “Don’t You Know I Care”, molto amato dal sassofonista, che spesso riproponeva dal vivo e che gli permetteva di mettere in mostra il tipico soffiato, degno di un Ben Webster o di un Paul Gonsalves, e un fraseggio altrimenti modernissimo, che talvolta richiamava Archie Shepp, addirittura. Ma Basso è sempre soltanto lui, anche qui subito riconoscibile dopo tre note, e quindi jazzista autentico, che si basa sulle fondamenta del jazz per sviluppare la propria, perciò unica, sensibilità di “story teller”. Su “Bewitched”, neanche due minuti per solo sassofono, vi consiglio infine di leggere le note di copertina di Luca Pecchia, che non poteva dimenticare come sia nata questa chiusura tanto poetica da suscitare ovazione nel pubblico.
Se il concerto ha ottenuto un gran successo, il merito va anche ascritto al trio, come già accennato poco prima. Mentre Pecchia divide con Gianni il peso solistico, basato su un fraseggio sì delicato, ma allo stesso tempo colmo di fluidità e di uno swing che, in filigrana, lascia trasparire una cultura specifica dello strumento assai vasta, Pietroni e Paternesi garantiscono una base di totale affidabilità ritmica, essenziale in esibizioni del genere.
Insomma, gli ingredienti per un gran bel disco di jazz ci sono tutti. Sedetevi pure in poltrona, dimenticate il cellulare, e lasciatevi trasportare dalla musica: dopo tutto, lei non chiede altro.

Massimo Tarabelli

P.S.:  il disco verrà presentato nel prossimo Ancona Jazz Summer Festival

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