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JOAO GILBERTO – “Getz / Gilberto ’76”

JOAO  GILBERTO
“Getz / Gilberto ’76”
Resonance (1976 – 2016)

Spoken Intro by Stan Getz /E’ Preciso Perdoar /Aguas de Março /Retrato em Branco e Preto / Samba da Minha Terra / Chega de Saudade / Rosa Morena / Eu Vim da Bahia / Joao Marcelo / Doralice / Morena Boca de Ouro / Um Abraço No Bonfà / E’ Preciso Perdoar (Encore)

Joao Gilberto, voce, chitarra;
Stan Getz, sax tenore;
Joanne Brackeen, pianoforte;
Clint Houston, contrabbasso;
Billy Hart, batteria

Ecco un’altra strepitosa uscita della Resonance, tratta dal ricchissimo archivio di registrazioni inedite effettuate al Keystone Corner di San Francisco, prestigioso jazz club gestito in toto da Todd Barkan dalla nascita, avvenuta nel 1972, fino alla chiusura nel 1983. Penso proprio che ne sentiremo delle belle, in un futuro anche prossimo! Per ora godiamoci questo disco che, vista la scarsità di titoli che Joao ha inciso in oltre cinquant’anni di carriera, rappresenta per noi appassionati un tesoro imperdibile. La storia è ben raccontata nel solito libretto interno, oltre trenta pagine di interviste, foto colte nell’occasione, e saggi molto illuminanti. Il quartetto di Getz venne ingaggiato per una settimana, dal 11 al 16 Maggio, con ospite Joao, il quale saliva sul palco tra un set e l’altro. Qui perciò sono stati messi insieme brani presi da quei giorni per rendere omogeneo l’intero disco, e infatti il leader è in assoluto il chitarrista, il quale propone la sua musica con un leggero sottofondo della ritmica e con interventi solistici saltuari di Getz, proposti in temi alterni. (E’ comunque già uscito un intero disco dedicato al solo quartetto del sassofonista nello stesso periodo). E’ interessante sottolineare come questa operazione sia costata a Barkan il triplo di quanto normalmente il club poteva permettersi, ma l’idea era troppo elettrizzante per lasciarsela scappare.  D’altronde le occasioni d’incontro tra i due giganti erano state pochissime, appena una al Rainbow Room di New York, oltre ai tre celeberrimi dischi che ben conosciamo. Joao si dimostra in forma splendida. Davanti ad una platea di intenditori e appassionati, la sua chitarra e la sua voce confermano qualità insuperate di freschezza, originalità e classe straordinarie. E’ lui l’inventore della bossa nova, quello che ne codificò, se così si può dire, i canoni armonici e ritmici; quello che abbandonò completamente le forzature del bel canto per dar vita ad un approccio sommesso e vellutato, ad una filosofia espressiva in cui qualsiasi voce, non necessariamente impostata, poteva esprimersi ancor più liberamente; a sviluppare infine una via esecutiva in cui spostamenti d’accenti si sposavano con libertà e rigore, accordi sofisticati e risoluzioni inaspettate si rincorrevano sul filo della valorizzazione continua di linee melodiche meravigliose. La scaletta del CD è piena di temi magnifici e piuttosto battuti, anche in seguito, da “Aguas de Março” a “Samba da Minha Terra”, da “Rosa Morena” a “Eu Vim da Bahia”, composta da un giovanissimo “rivoluzionario” come Gilberto Gil. C’è spazio anche per due strumentali, il ben noto “Um Abraço No Bonfà”, dedicato ad un altro grande chitarrista, Luiz Bonfà, autore dell’immortale “Manha de Carnaval”, e il meno famoso “Joao Marcelo”, composto in onore del figlio avuto da Astrud Gilberto, ma ugualmente affascinante. Però do la palma del capolavoro ad un altro tema ben poco frequentato da Joao, “E’ Preciso Perdoar”, scritto da due sconosciuti e minori “baiani” che testimonia anche della capacità di Gilberto nello scovare dovunque gioielli nascosti (da questo punto di vista il suo successo più vistoso fu “Estate” di Bruno Martino, che senza di lui sarebbe rimasta chiusa e dimenticata nei confini nazionali). Questo brano, opportunamente proposto in due versioni, compare unicamente nel disco “The Best of Two Worlds”, inciso da Gilberto e Stan Getz per la Columbia nel 1975, e stranamente mai riproposto, neppure dal vivo, chissà perché! Joao è tuttora persona enigmatica, chiusa in se stessa, con atteggiamenti a volte bizzarri ed altre inspiegabili. Quando il festival di Newport, due anni dopo, li chiamò ancora per un concerto insieme, fu l’ultima volta, e a nulla valsero le numerose offerte, immagino anche piuttosto generose dal punto di vista economico, per successivi ritorni sulla scena. Sia Joao sia Stan ne avevano abbastanza, per loro questo era un capitolo chiuso. Per noi però non è così, le sensazioni che procurano al nostro cuore sono ancora vive e vibranti, di pari passo con un messaggio poetico che il voluttuoso sax di Stan Getz e la voce priva di vibrato di Joao Gilberto hanno saputo rendere inattaccabile dall’usura del tempo. Insomma, è il solito discorso che sta alla base di qualsiasi momento o evoluzione musicale : prima di tutto, i sentimenti.

Massimo Tarabelli

Joao_Stan_KeystoneKorner1976

Joao Gilberto – Stan Getz

 

Joao, Billy Hart & Todd Barkan
Joao_Billy_Todd_KeystoneKorner1976

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