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RICARDO TOSCANO “What’s New? Ricardo Toscano Quarteto” – GoFour LP 1002 (2018)

The Sorcerer / What’s New? / The Secret Garden / The View from the Mysterious Window /Lush Life / The Promise 

Ricardo Toscano, sax alto; Joao Pedro Coelho, pianoforte; Romeu Tristao, contrabbasso;
Joao Pereira, batteria; guest: Ingrid Jensen, tromba 

Se doveste visitare Lisbona (prima o poi ci andrete, perché è una città bellissima e vivace), non avrete difficoltà ad imbattervi in Ricardo Toscano, praticamente di casa all’ Hot Club de Portugal, dove si esibisce spesso con il suo quartetto o in chilometriche jam session. E’ lì, infatti, che è stato sentito per la prima volta dal nostro direttore artistico: una folgorazione! In realtà di Ricardo si parlava in patria già da una decina d’anni quando, appena diciassettenne, stupiva l’ascoltatore con un fraseggio vicino a Charlie Parker e che lasciava intendere una rara capacità di maturazione.  “Il mio sogno è diventare un grande musicista jazz”, disse al giornalista Joao Moreira dos Santos, profondo conoscitore del jazz portoghese e autore delle note di copertina di questo disco. In effetti, quello che stupisce in Ricardo, ma lo stesso discorso vale per gli altri componenti del quartetto, è la padronanza del linguaggio, così profonda da sembrare figlia di una frequentazione continua del Village Vanguard, dell’Iridium o di qualsiasi altro club di New York. Questi sono cresciuti a pane e jazz, è la semplice verità. E il risultato si avverte subito, come affiatamento e come apporto solistico. Il Quarteto si è esibito in esclusiva nel nostro festival lo scorso anno, negli stessi giorni in cui veniva coinvolta in altri progetti la grande trombettista Ingrid Jensen. L’idea di ospitarli insieme per un disco è stata immediata e ben accetta.
Il repertorio riflette alla perfezione il credo di Toscano: standard scritti da jazzisti, fra cui due ballad con uno storico di esecuzioni cospicuo, e un paio di originali, previsti per quintetto, più ancorati al presente. Da tutti emerge un percorso stilistico non legato ad un orizzonte particolare, ma che si muove agevolmente dal bop al classico, dal free al contemporaneo secondo una logica interpretativa che pone sempre in primo piano la rotondità delle frasi, la musicalità dell’insieme, la capacità di dire cose nuove su sentieri molto battuti. Ricardo oggi ha sempre Bird sullo sfondo, ma anche Cannonball, Stitt, e personalmente aggiungerei un dimenticato Frank Strozier per il relax del suono, oltre a un tenorista come John Coltrane, la cui spiritualità è palese logicamente in “The Promise”, ma che è possibile avvertire come meta finale dovunque. Da parte sua Ingrid Jensen conferma una duttilità con pochi uguali nella scena del jazz di oggi. Il suo strumento è legato sì a Miles, e tuttavia inserito sempre in una cornice di scrittura, composizione e arrangiamento, ben definita (Gil Evans docet). I referenti del gruppo, quartetto di Coltrane e quintetto di Davis, sono ancora avvertibili nell’apporto di Coelho, condensato di Herbie Hancock e McCoy Tyner al servizio di un bagaglio di idee inesauribile. Anche i ritmi, il bassista con una cavata “nera”, per intenderci, e il batterista di enorme fantasia e altrettanta presenza (chi comincerebbe un disco con un prolungato intro di batteria, come avviene in “The Sorcerer”?) confortano tale impressione.
Modelli di riferimento tanto nobili non significano affatto copiare o svalutare la propria espressività, al contrario secondo me. E’ solo e sempre una questione di talento, e Ricardo, anzi il Quarteto, ne ha a profusione. Alla sempiterna domanda se c’è qualcosa di nuovo e importante nel panorama jazzistico, adesso abbiamo una risposta.

Massimo Tarabelli

P.S.:  il disco è stato presentato in occasione del Ancona Jazz Summer Festival 2019

P.S.II : Vinile acquistabile qui : Go4records website

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