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RITA MARCOTULLI-MARTIN WIND-MATT WILSON “The Very Thought of You – Remembering Dewey Redman” – GoFour LP1003 (2018)

Mushi Mushi /The Very Thought of You /I-Pimp /Answer Me, My Love / Dewey’s Tune /
Joie De Vivre / Impro / Everything Happens To Me / Blues For J & M 

Rita Marcotulli, pianoforte; Martin Wind, contrabbasso; Matt Wilson, batteria 

L’idea di onorare Dewey Redman è nata spontanea appena è stato possibile riunire questi tre giganti in studio. Dewey fu infatti il leader di un quartetto, negli anni ’90, che comprendeva Rita e Matt e che lasciò un segno indelebile nel loro percorso artistico. La figura di Redman è di quelle che non si possono dimenticare: sassofonista tenore capace di sviluppare un suono ruvido, colmo di umanità, forte e denso di pathos che sembrava un unicum con una musica estremamente libera, e pur sempre radicata su un potente blues feeling. Martin Wind, che al contrario non riuscì a condividere il palco con lui, ne esalta giustamente queste qualità nel suo ricordo in copertina. Dewey brillò nei quartetti di Keith Jarrett e di Ornette Coleman, nel gruppo “Old and New Dreams” accanto a Don Cherry, Charlie Haden e Ed Blackwell, e in tante altre formazioni a cavallo tra free e bop. Una grande versatilità, dunque, ma allo stesso tempo un approccio costantemente fedele alla possibilità di destare emozioni, su qualsiasi materiale tematico. Seguendo questo approccio espressivo, i tre hanno optato su un repertorio basato su composizioni di Redman e su qualche standard che il sassofonista texano amava suonare. Quasi tutti sono apparsi su album (a voi il divertimento di cercarli…), mentre “Answer Me, My Love” era un song che Dewey non registrò mai, ma che proponeva spesso in concerto. Si tratta di una ballad meravigliosa, che gode di innumerevoli versioni, fra cui ricordo soprattutto quella di Nat King Cole e quella più moderna di Joni Mitchell, inclusa nel capolavoro “Both Sides Now”. Il disco, nel suo insieme, appare di compattezza e intelligenza notevoli nell’alternare stimoli e situazioni diversi. “Mushi Mushi” è una semplice linea melodica che acquista via via velocità fino a risolversi, al momento degli assoli, in un super up-tempo che mette in ampio risalto la solidità e l’empatia del trio, tanto più sorprendenti se si pensa al fatto che Martin e Rita si sono conosciuti solo nello studio di registrazione: ecco cosa ci fa amare il jazz! A ulteriore dimostrazione del livello paritario dei musicisti coinvolti, l’esposizione di “The Very Thought” è affidata al lirico strumento di Martin Wind, mentre “I-Pimp” è al contrario il brano più “libero” del disco, imperniato prima su un duetto fra Rita e Matt, poi sul coinvolgimento di Martin all’archetto. Questo pezzo, così emblematico del mondo di Redman, è il cuscinetto ideale per lanciare il cambio netto d’atmosfera con “Answer Me”, il cui tono elegiaco, nel quale è possibile riscontrare echi di Debussy o Satie, è di commovente bellezza. Il lato B (perdonatemi, ma il gesto di girare il disco lo trovo di una valenza insostituibile), parte con un tema bop che vede Matt Wilson in primo piano sia nel tema sia nel primo assolo, costruito su un impianto più melodico che ritmico che solo lui (come nel passato anche il grande Billy Higgins) riesce a infondere nei tamburi con tanta maestria ed eleganza. “Joie de Vivre” rispecchia il titolo, suggerendo un approccio positivo e “leggero” alla vita. Qui sembra che Rita lo interpreti pensando ad un testo, tanto è cantabile il suo fraseggio. Anche nella seconda facciata il terzo brano è occupato da un momento “free”, stavolta frutto di un’improvvisazione collettiva, che lascia il passo ad una mirabile versione di “Everything Happens To Me”, in cui l’ispirazione di tutti, sostenuta da un eccelso lavoro di Wilson alle spazzole, ha di sicuro strappato un sorriso a Chet Baker, dovunque si trovi. La chiusura affidata ad un blues in minore, preso a tempo di shuffle, rientra perfettamente nel mondo espressivo di Redman, che non ha mai tradito le sue radici texane.
Ecco, quindi, che alla fine abbiamo tra le mani un disco classico nella formula, ma di enorme freschezza e di grande originalità, nonostante il giochino spontaneo dei rimandi stilistici. Dal canto suo, Rita Marcotulli conferma non solo di essere una grande musicista a tutto tondo, ma pianista di jazz superiore, con molte cose da dire e forse, scusate l’azzardo, un pochino sottovalutata sotto questo profilo. Qui svela il suo pianismo unico, che sfrutta tutta la tastiera alla ricerca del suono più giusto (ecco emergere il suo talento di compositore), e non dimostra di soggiacere ad alcun pattern codificato. Accanto a tanta creatività, i due ritmi rivelano, se ce ne fosse ancora bisogno, una classe che va ben oltre il semplice professionismo. E’ una questione di amore, passione, riconoscenza. Valori fondamentali affinché la musica duri nel tempo.

Massimo Tarabelli

P.S.: il disco è stato presentato in occasione del Ancona Jazz Summer Festival 2019, che fra i molti momenti di interesse ha ospitato questo trio come concerto unico in Italia.

P.S.II : Vinile acquistabile qui : Go4records website

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