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ROY HARGROVE “Nothing Serious” – Verve (2005)

ROY HARGROVE

“Nothing Serious” – Verve (2005)

 

Nothing Serious /A Day In Vienna /Trust /Camaraderie /Devil Eyes /The Gift /Salima’s Dance /Invitation

 

Roy Hargrove, tromba, flicorno; Justin Robinson, sax alto, flauto; Ronnie Mathews, pianoforte; Dwayne Burno, contrabbasso; Willie Jones III; Slide Hampton ,trombone

 

Ci eravamo dimenticati di quanto fosse bravo Roy Hargrove. Pensate che in copertina di questo disco appare la scritta – trionfalistica addirittura – che si tratta del primo disco di jazz in quintetto registrato negli ultimi dieci anni. Be’, non ci sarebbe da vantarsene; è probabile che tutte le frequentazioni rap, hip-hop e funky abbiano portato nelle tasche del giovane trombettista una bella palata di soldi, ma la musica è un’altra cosa.

 

E lo stesso Roy lo sa bene se ha sentito l’esigenza di mettere in piedi un gruppo acustico, con un repertorio nuovo in un approccio classico, quasi mainstream. Così ecco tornare le copertine nelle riviste specializzate, mentre le cronache parlano di un uomo “affamato” che si aggira di notte tra i club di New York in cerca di una jam qualsiasi. E’ tornata la voglia prepotente di suonare, e con essa un’urgenza poetica mai dimenticata.

Nel disco gli sono accanto musicisti giovani, e comunque molto noti, e maestri riconosciuti. Il risultato è perciò pari alle aspettative: temi scattanti e struggenti ballads, assoli rigogliosi e pertinenti, arrangiamenti freschissimi e calibrati, swing a tonnellate. Sotto la cenere il fuoco non si era affatto spento, tutt’altro. Di particolare rilievo mi sembra proprio la prova di Hargrove, che sapevamo splendido tecnico, talvolta un po’ gigione, ma qui teso e concentrato al massimo, con una personalità al flicorno ammirevole. E i quarantacinque minuti del CD rimandano alla più “umana” durata media del long-playing, quando nessun elemento inutile trovava posto.

Di sicuro vi sarete accorti che Roy Hargrove è ospite del nostro festival, in pratica con lo stesso quintetto. Cosa aspettate a comprare disco e biglietto?

 

Massimo Tarabelli

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