Ancona Jazz The Finest in Jazz since 1973

FRANK SINATRA JR. “That Face!” – Reprise (2006)

FRANK  SINATRA  JR.

“That Face!” – Reprise (2006)

 

That Face /I’m Afraid The Masquerade Is Over /Feeling Good /I Was A Fool (To Let You Go) /Spice /Girl Talk /Cry Me A River /What A Difference a Day Made /You’ll Never Know /Softly As In A Morning Sunrise /Trouble With Hello Is Goodbye / Walking Happy /The People That You Never Get To Love

 

Frank Sinatra Jr., canto + orchestra diretta da Terry Woodson (elenco completo dei musicisti nel booklet)

 

Conoscendo piuttosto bene il mercato discografico in Italia, credo proprio che questo disco passerà del tutto inosservato. Anzi, è già stato un mezzo miracolo che la Warner abbia pensato a pubblicarlo per il nostro mercato. Date per scontate infatti la pigrizia mentale e la ben scarsa cultura che abitano qui, il figlio di una figura leggendaria come “The Voice” è destinato a essere snobbato in partenza.

 

Eppure, dopo decenni di duro e umile lavoro, tra concerti e dischi, Frank Jr. approda a un CD di straordinaria intensità e di totale maturità espressiva. Abbiate il coraggio di ascoltarlo: gli arrangiamenti di Torrie Zito, Billy May, Nelson Ridde, Don Costa (tra gli altri) sono sontuosi; i musicisti sono di primo livello (come non citare il trombettista Warren Luening, vero fuoriclasse di queste sedute; i trombonisti Bill Watrous e Carl Fontana, il sassofonista Gary Foster, il pianista fisso di cotanto padre Bill Miller?) e l’intera orchestra suona con un impatto formidabile, degno delle tante big band che nobilitarono i dischi Capitol degli anni ’50.

La matrice stilistica è quella che ci si può attendere, è logico; ma il timbro della voce, più nasale, e il fraseggio, con un vibrato più accentuato e tuttavia non invadente, apportano al cantante di oggi un pizzico di originalità che cattura subito anche l’ascoltatore più esperto. Il repertorio è eccellente: ci sono molti standard, talvolta cari al passato dello stesso Sinatra Jr. (“The Masquerade”, “Spice”, brano ripreso dal primo album dell’artista per la Reprise nel 1971, lo strepitoso “Softly, As In A Morning Sunrise, con uno scintillante arrangiamento di Bill Rogers e un altrettanto pregevole solo di Buddy Childers), un gradevolissimo duetto con Steve Tyrell su “Girl Talk”, e alcuni brani nuovi tra i quali citerei “I Was A Fool” di Barry Manilow (che ringrazia sentitamente in copertina) e, soprattutto, il finale “The People That You Never Get To Love” di Rupert Holmes, accostato da Frank Jr. a un Frank Loesser di oggi (autore, lo voglio ricordare, delle musiche di “Guys and Dolls”, uno dei film più famosi del primo Sinatra). La scelta di un song del genere, spaccato di vita vissuta, costituiva la prassi vincente di Frank Sr., sempre aperto a disponibile ai nuovi talenti e a raccontarsi in musica. E’ una delle tante strade tracciate da “The Voice” e, per fortuna, ancora recepite da musicisti di tutte le generazioni.

Mentre ascolto dischi come questi, penso sempre alle parole del compianto Alberto Alberti, quando parlava di Sinatra come non solo del più grande cantante del Novecento (e qui non ci piove), ma anche come dell’artista più rappresentativo in generale (tesi forzata, ma che mi trova d’accordo).

Frank Jr. ci permette di continuare un sogno, evidentemente mai interrotto.

 

Massimo Tarabelli

Post a comment

cinque × tre =

*