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CHARLES TOLLIVER “With Love” – Blue Note (2006)

CHARLES  TOLLIVER

“With Love” – Blue Note (2006)

 

Rejoicin’ /With Love /Round Midnight /Mournin’ Variations /Right Now /Suspicion /Hit The Spot

 

Charles Tolliver, tromba + David Guy, Chris Albert, Keyon Harrold o James Zollar, David Weiss, trombe; Joe Fiedler, Clark Gayton, Stafford Hunter, Jason Jackson, Aaron Johnson, trombone; Todd Bashore, Jimmy Cozier, Craig Handy, sax alto; Billy Harper, Bill Saxton, sax tenore; Howard Johnson, sax baritono, tuba; Stanley Cowell o Robert Glasper, pianoforte; Cecil McBee, contrabbasso; Victor Lewis, batteria; Ched Tolliver, chitarra (brano 6)

 

Ben tornato, Charles! Ti avevamo appena ascoltato nell’eccellente “Time Lines” di Andrew Hill, ma aspettavamo con ansia un’opera nuova tutta tua. Ed eccola, nientemeno che con una big band, alla quale auguriamo i futuri più rosei.

 

Ma, ben conoscendo la ritrosia e la modestia del trombettista (di sicuro eccessiva), non sarei sorpreso se anche questa avventura durasse poco. A meno che, e sarebbe ora, pubblico, critica e organizzatori rendano finalmente il giusto merito alle potenzialità creative di questo musicista, a mio avviso uno degli ultimi autentici innovatori, a livello strumentale e progettuale.

Tolliver si colloca nel filone Lee Morgan – Freddie Hubbard – Woody Shaw, e ha portato avanti sul piano armonico e ritmico un jazz fortemente radicato nella tradizione più “nera”. Il suo stile è subito riconoscibile, così denso e pastoso, con linee melodiche ardue ma dominate da una ferrea logicità. E la sua scrittura è altrettanto preziosa, sempre cangiante e colma di stimoli ideali per qualsiasi improvvisatore di vaglia. Non è un caso che lo volle per la prima volta con sé Jackie McLean, che lo fece esordire nel 1964 con l’album “It’s Time” (Blue Note). In quel disco compariva per la prima volta un altro notevole jazzista, il contrabbassista Cecil McBee, presente in numerose incisioni nei decenni successivi.

Tolliver non si è dimenticato di lui, e di Billy Harper, Stanley Cowell, Howard Johnson, che gli furono vicini durante il fertile periodo della Strata-East, etichetta che lo stesso trombettista aveva fondato oltre trent’anni fa con esiti artistici eccellenti, ma con altrettante sventure economiche che ne sancirono la chiusura (forse prevedibili, visto che la scena mondiale era dominata dai suoni elettrici del jazz-rock). In attesa che qualcuno riponga mano a quel catalogo non dimenticato, la musica di questo CD costituisce un più che valido esempio del tipo di jazz che Charles Tolliver aveva in mente. Dal ¾ di “Rejoicin’” allo swing finale di “Hit The Spot”, i brani pescano da repertori passati e di oggi. Devo citare “Right Now”, già inciso per il quintetto con Jackie McLean, la splendida “Mournin’ Variations”, musica scritta nel 1972 come sorta di suite orchestrale per Max Roach e, non ultima, una versione quanto mai ricca di idee di “Round Midnight”, “una delle quintessenze della nostra musica” (parole dello stesso Tolliver).

I solisti escono con naturalezza e personalità da una scrittura esperta, la cui prima testimonianza risale a quaranta anni or sono con l’orchestra di Gerald Wilson (album “Live and Swinging at Marty’s on the Hill”, Pacific Jazz, 1966). Se la tromba di Tolliver, il sax tenore di Harper e il baritono di Johnson hanno mantenuto integro il loro fascino, Robert Glasper colpisce per incisività e fluidità, nonché per uno stile originale che ha il pregio di esaltarsi in trame tanto complesse.

Pur essendo all’inizio dell’anno, non credo che saranno molti i dischi che supereranno il valore di questo “With Love”, che raccomando a tutti coloro che cercano l’anima più vera della musica afroamericana.

 

Massimo Tarabelli

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