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DAVE VALENTIN “Come Fly With Me” HighNote (2007)

DAVE  VALENTIN

“Come Fly With Me”  HighNote (2007)

 

Come Fly With Me /Twinkle Toes /Enciencido /Mind Games /If You Could See Me Now /Easy Street /Tu Panuelo /House of the Sun /Song For My Brothers

 

Dave Valentin, flauto; Bill O’Connell, pianoforte; Luquez Cutris, contrabbasso; Robby Amen, batteria; Milton Cardona, Richie Flores, percussioni; Chris Barretto, sax tenore; Papo Vazquez, trombone

 

Dave Valentin è sulla scena da decenni. Specializzato nel flauto, si è soprattutto mosso in un campo, piacevole quanto volete, ma superficiale e stucchevole qual è il latin jazz mischiato a retoriche fusion (i tanti dischi per la GRP). In altre parole, mi è sempre sembrato un musicista ai confini della nostra musica.

 

Ma mi capita di vedere un recente DVD, “Legends of Jazz Showcase”, in cui vengono assemblate le partecipazioni di alcuni grandi alla trasmissione televisiva omonima che settimanalmente conduce Ramsey Lewis per un network americano. Di passata, è un DVD che vi consiglio caldamente per l’alta qualità delle immagini e della musica, spesso eccellente. Ebbene, la performance che mi sorprende ed entusiasma di più è proprio quella di Dave Valentin.  Innanzitutto colpisce il personaggio, un animale da palcoscenico, che sembra esser stato preso di peso da un club di cinquant’anni fa e trasportato ai tempi attuali. Poi si è stregati dal suono dello strumento, così puro e brillante, privo di tentennamenti e intonato alla perfezione, che tanto mi ha ricordato Herbie Mann.

Nel suo gruppo ascolto anche un pianista notevole, Bill O’Connell, che ritrovo puntuale in questo ultimo lavoro per la mai troppo lodata HighNote. Qui il flautista è praticamente solo con la sezione ritmica, percussioni annesse, ed escono fuochi d’artificio. Dave suona infatti il flauto con lirismo e briosità ritmica, ma non si limita a svolgere bene il ruolo di solista, infatti soffia, canta, rumoreggia nello strumento alla stregua di un Roland Kirk o di Peter Guidi (figura purtroppo misconosciuta del jazz europeo), e offre un latin jazz screziato e ruvido, dolce e ammaliante, dai mille colori come la terra da cui proviene.

A volte questa musica potrebbe essere accostata agli ultimi dischi di Cal Tjader per l’eleganza e la cura dei dettagli, ma è di sicuro più swingante e sanguigna, di quelle che “fanno male”. Se convincono i due standard (“Come Fly With Me”, reso con quella gioia solare imposta da Frank Sinatra, e la stupenda “If You Could See Me Now”, in cui compare il sassofonista Chris Barretto, figlio del grande conghero Ray), i brani scritti dal pianista (“Twinkle Toes”, Mind Games”, “Easy Street”) si fondono così bene con il jazz più duro di New York da infiammare le casse del vostro impianto hi-fi.

Uno dei dischi più saporiti dell’anno.

 

Massimo Tarabelli

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