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STEFANIA TALLINI “Maresìa” – Alfa Music (2007)

STEFANIA  TALLINI

“Maresìa” – Alfa Music (2007)

 

Maresìa/ Choro para Dois /Lontano /Joking Around /In volo /My Friends/ Absence / Despite / Sospeso / Passo a due / Passaggi / Song For Chiara /Improptu / Sehnsucht /Sola

 

Stefania Tallini, pianoforte; Gabriele Mirabassi, clarinetto; Gianluca Renzi, contrabbasso; Nicola Angelucci, batteria.

 

Disco dopo disco, Stefania Tallini conferma un talento superiore nella scena dei jazzisti odierni. Una personalità multiforme, che si esalta nella tecnica pianistica e, soprattutto, in doti di compositrice rare.

 

I temi di Stefania sono infatti struggenti e dolcissimi, a tratti nervosi e altre volte improntati a un senso di pace e di quiete dal forte potere comunicativo. Tutti, poi, hanno la qualità di basarsi su giri armonici raffinati e quadrature ritmiche impegnative. L’ascoltatore, perciò, non può che rimanere incantato dalla capacità evocativa di questi brani, emozionanti qui forse più che in altri dischi della nostra pianista. Il titolo, d’altronde, lascia già intendere molte cose. “Maresìa”, ce lo spiega la stessa Stefania nelle note di copertina, è un termine con il quale in Brasile si indica quella sensazione ineffabile, che riscalda gli animi, derivante dal particolare odore del mare avvertibile al mattino presto o al tramonto. E in effetti basterebbero soltanto i titoli a presagire  profumi intensi, quasi tangibili, che riescono a penetrare nel profondo grazie a un messaggio poetico altamente maturo e, perdonate il termine fin troppo abusato, bellissimo.

Stefania possiede un tocco stupendo, il suo strumento sembra che canti, tanto il timbro è rotondo e nitido, e la tecnica poggia su un’agilità delle dita ammirevole. La cifra stilistica, pur se in qualche occasione si volta, giustamente, indietro verso i grandi maestri (Chick Corea in “Joking Around”, Bill Evans in “Sospeso”), riflette in realtà un’originalità subito riconoscibile.

Difficile scegliere in questa scaletta; il disco si rivela infatti un “concept album” in cui i brani quasi scivolano l’uno nell’altro con pari efficacia, tale da consigliare l’ascolto nella sua integrità. (Ma non posso evitare di citarne almeno altri due : il magnifico “Choro Para Dois” e la commovente “Song for Chiara”).

Infine, è obbligatorio menzionare gli eccellenti compagni di viaggio di Stefania, in primis i suoi abituali accompagnatori Renzi e Angelucci, secondo il mio parere forse il miglior team ritmico oggi esistente in Italia per elasticità, suono, e capacità d’ascolto, e non da ultimo lo splendido clarinetto di Gabriele Mirabassi, musicista in grado di fondere virtuosismo e afflato lirico come pochi, e quindi del tutto essenziale nell’estetica del disco. (Registrato in modo splendido, altro pregio non trascurabile).

Un grande lavoro, quindi, che a mio avviso si candida in maniera autorevole come miglior disco dell’anno ( e siamo solo a gennaio…).

 

Massimo Tarabelli

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