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VANGUARD JAZZ ORCHESTRA “Monday Night Live At The Village Vanguard”


VANGUARD  JAZZ   ORCHESTRA

“Monday Night Live At The Village Vanguard” – Planet Arts (2 CD; 2008)

 

Mean What You Say /Say It Softly /St.Louis Blues /Body And Soul /Morning Reverend /Las Cucarachas Entran /Willow Tree /Don’t You Worry ‘Bout A Thing/Kids Are Pretty People /The Waltz You Swang For Me /Little Rascal On A Rock

 

Nick Marchione, Frank Greene, Terrell Stafford, Scott Wendholt, trombe; John Mosca, Luis Bonilla, Jason Jackson, Douglas Purviance, trombone; Dick Oatts, Billy Drewes, sax alto, soprano, flauto; Rich Perry, Ralph Lalama, sax tenore, flauto; Gary Smulyan, sax baritono; Jim McNeely o Michael Weiss, pianoforte; Phil Palombi, contrabbasso; John Riley,batteria.

 

Stringe il cuore nel  vedere, appena aperto il libretto interno, la foto di Dennis Irwin, grande, indimenticabile, contrabbassista mancato nel marzo scorso, appena un mese dopo la registrazione di questo concerto della Vanguard, orchestra in cui militò per ben venticinque anni.

 

Tutti i musicisti coinvolti lo piangono nelle note di copertina, e noi di Ancona Jazz ci associamo al loro dolore. Ricorderemo Irwin per sempre, la sua affabilità, la sua cortesia, il suo sorriso contagioso. E tralascio la bravura, tanto nota ed apprezzata da essere richiesta da tutti i migliori musicisti della scena, anche in ambiti stilistici diversi. Nell’edizione del Summer Festival ’07, dopo aver suonato proprio con la Vanguard (concerto magnifico), era di nuovo in città, un paio di giorni appresso, nel quartetto “Arts & Crafts” di Matt Wilson! Nulla lasciava presagire il male, terribile, e la fine, dopo così poco tempo. Da dove si trova, Dennis non potrà che essere felice nell’ascoltare lo stato di forma dell’orchestra e la bellezza di una musica che rimarrà per sempre, alla faccia delle mode o delle paturnie dell’”industria” discografica.

La Vanguard, lo sapete già, è  diretta discendente della “Thad Jones – Mel Lewis Big Band” prima, e della “Mel Lewis & The Jazz Orchestra” dopo.  Ha mantenuto le medesime caratteristiche : i musicisti vengono scelti tra i migliori su piazza, secondo criteri di valutazione molto severi, e continua ad esibirsi ogni lunedì (tour permettendo, è ovvio) al Village Vanguard, club laboratorio fondamentale per l’evoluzione e la preparazione del repertorio.

In questi due set, possiamo (ri)ascoltare gli straordinari arrangiamenti di Thad Jones, insieme con un paio di Bob Brookmeyer (“St.Louis Blues” e “Willow Tree”, entrambi stupendi) e uno di Jim McNeely, e assoli eccellenti da parte di tutti, con menzione per Wendholt, Stafford e Lalama, altro veterano dell’orchestra. Gary Smulyan, uno dei nostri baritonisti favoriti, si riserva la parte di unico solista in “Body and Soul”, e la sua maiuscola prova è un godimento per le orecchie.

Ma è la potenza degli arrangiamenti a prevalere su tutto, il continuo intrecciarsi delle sezioni, la forza principale delle trombe, la difficoltà dei contrappunti che esige una capacità di lettura formidabile, l’elasticità della ritmica in cui domina la batteria, esemplare, di John Riley, e in cui non sfigura affatto il nuovo contrabbassista Phil Palombi.

Un disco obbligatorio, per tante ragioni, che sarebbe un delitto lasciare negli scaffali, sempre più impolverati, dei negozi.

 

Massimo Tarabelli

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