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CHIHIRO YAMANAKA “Lach Doch Mal” – Emarcy (2006)

CHIHIRO  YAMANAKA

“Lach Doch Mal” – Emarcy (2006)

 

Quand Biron Voulut Danser /Sabot /Serenade To A Cuckoo /RTG /The Dolphin /Night Loop /One Step Up /Lach Doch Mal /Liebsleid /Mode To John /What A Diff’rence A Day Made /That’s All

 

Chihiro Yamanaka, pianoforte; Larry Grenadier, contrabbasso; Jeff Ballard, batteria; John Carlini, chitarra, banjo (in tre brani)

 

Non so nulla di questa pianista giapponese, anche perché all’interno del booklet compaiono soltanto sue foto e neppure una riga di presentazione, forse ritenute inutili dalla Universal.

 

Vi posso dire che arriva sì e no alle spalle di Larry Grenadier, che non è certo un gigante. Il disco non offre alcun appiglio alla vendibilità: nessuna traccia all’esterno della presenza dei due famosi partners, e nemmeno è dato sapere che razza di strumento suoni costei. O forse sarà una cantante?

Mah! Sconfortato da tanta sciatteria produttiva, mi accingo all’ascolto con disattenzione e rassegnata noia, convinto di trovarmi di fronte ad un ennesimo frullato di romanticismo e tocchi solitari, e solo parzialmente incuriosito dalla presenza di due temi molto amati e assai diversi, come “Serenade To A Cuckoo” di Roland Kirk (lo suonava Ian Anderson nel primo disco dei Jethro Tull, addirittura), e “The Dolphin” di Luiz Eca (ripreso poi in una versione memorabile da Stan Getz in un album per la Concord di tanti anni fa). Come non detto: chiedo venia, perché Chihiro swinga come una pazza, la ritmica va in 4 spesso e volentieri, e la nostra amica non disdegna l’utilizzo del fender rhodes, che piazza qua e là con sapienza (c’è un ritorno di questo strumento?). E così il disco fila via che è un piacere, anche i temi originali sono belli, e poco importa se talvolta affiora qualche ingenuità, dovuta per lo più alla voglia di suonare entusiasta ed instancabile che domina la minuscola pianista.

Altra peculiarità : la tecnica, eccellente, che si accompagna ad un senso della melodia quasi di altri tempi (“That’s All”), e che è figlia anche di un lungo soggiorno in Brasile (Internet, grazie!) che le ha permesso di sviluppare un amore verso la musica di Jobim e la bossa nova così profondo da renderla tra le più apprezzate esecutrici di questo genere. Bene ha fatto il festival di Cisternino, in Puglia, ad invitarla sotto questa veste nell’anniversario della nascita della bossa (unico concerto in Italia).

Noi cercheremo di presentarla al nostro festival, prima o poi, ma nel frattempo non vi perdete il disco, anzi fate uno sforzo per trovarlo, perché ne vale la pena.

 

Massimo Tarabelli

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