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ROSARIO GIULIANI “Anything Else” – Dreyfus (2006)

ROSARIO  GIULIANI

“Anything Else” – Dreyfus (2006)

 

Anything Else /Blow Out /Danae /Invisible /This Is The Answer /Backfire /A Winter Day /Conversation /My Angel /Walking Around /Three Angels /Hagi Mistery

 

Rosario Giuliani, sax alto, sax soprano; Flavio Boltro, tromba; Dado Moroni, pianoforte; Remi Vignolo, contrabbasso; Benjamin Henocq, batteria

 

Sono convinto che in Italia attualmente vivano i tre migliori altisti del mondo, vale a dire Rosario Giuliani, Stefano Di Battista e Francesco Cafiso. Ognuno con la propria personalità e il proprio percorso artistico, ma con in comune una grande voglia di esprimersi unita a una profonda cultura del retaggio jazzistico d’oltreoceano.

 

Qualsiasi jazzofilo dovrebbe seguire con attenzione i lavori di questi tre ragazzi. Prendete per esempio questo “Anything Else” : la musica esplode con un’energia impressionante, il passato è (ri)letto con un approccio tale da renderlo modernissimo, l’intelligenza va a braccetto con l’emozione e la poesia. Del grande jazz, in estrema sintesi.

Rosario si dimostra in eccellente forma e con le idee lucide. Lo conoscevamo come straordinario strumentista, e qui esce soprattutto come autore e arrangiatore sopraffino di temi raffinati e graffianti, dai ritmi mutevoli (bop, latino, ballads) ma resi omogenei da un impianto sonoro solido, senza crepe e cedimenti. Ho molto apprezzato il fatto che, con una voce in più rispetto al solito quartetto (la magnifica tromba di Boltro), i tempi non siano aumentati, ma in realtà siano rimasti nella formula classica dei cinque minuti. Gli assolo risultano pertanto concentrati e mai con una nota di troppo, secondo un bilanciamento timbrico che non stanca affatto l’ascoltatore.

Il repertorio prevede anche un paio di brani (gli ultimi) scritti da Dado Moroni, mentre “Invisible” proviene dalla penna di un altro grande ispiratore di Rosario (oltre a Parker e Coltrane, è risaputo), cioè Ornette Coleman. Questo pezzo era contenuto nel primo disco dell’altista texano, il fondamentale “Something Else!!!” (Contemporary, 1958), di cui curiosamente Rosario contraddice il titolo per questo suo ultimo lavoro.

Rimane da dire della ritmica, più che convincente nei musicisti francesi e del tutto strepitosa nell’apporto di Dado Moroni, i cui interventi torrenziali aggiungono sostanza e vigore a una musica 

già di per sé densa di swing. Che maturità, che tocco…insomma, una gioia per le orecchie!

Cosa vi rimane da fare a questo punto?

 

Massimo Tarabelli

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