Ancona Jazz The Finest in Jazz since 1973

MARCO SALVARANI “Marche Jazz Orchestra Experience”

Questo è un libro necessario, di cui si avvertiva la mancanza. Per chi segue le vicende del jazz, la Marche Jazz Orchestra ha rappresentato, nell’arco di una ventina d’anni – dal 1980 al 2007, con un periodo di inattività dal 1982 al 1986 – un esempio unico di dedizione, passione e amore. Ma anche, con occhio storico, un volano prodigioso per le generazioni coeve e successive, che ha sollecitato nel tempo il proliferare di musicisti e di formazioni le più disparate; e non solo, aggiungerei una cultura jazzistica altrimenti assente o relegata alle solite conventicole. La MJO entrava nei teatri, nelle piazze, e imponeva un ascolto attento, mai superficiale, specchio delle convinzioni del suo direttore Bruno Tommaso, fautore di un credo musicale a trecentosessanta gradi, per cui tradizione europea, musica antica e popolare si integravano con la dodecafonia, il musical americano, lo swing. Un progetto ambizioso, che i musicisti coinvolti, divisi tra professionisti usciti dal conservatorio e autodidatti con un secondo lavoro, avevano accettato con grande entusiasmo e serietà.  L’orchestra ha lasciato un paio di testimonianze discografiche, “Dies Irae” del 1989, per la Philology di Paolo Piangerelli, e “Ulisse e l’ombra” del 2000, per la Imprint Records, entrambi introvabili se non nel mercato dell’usato. Il primo titolo, stampato solo nel formato LP, ha raggiunto cifre intorno ai 150 euro, a conferma dell’interesse che il collezionista riserva per opere di simile rilevanza. Per questo motivo la MJO rischiava di essere dimenticata. Adesso Marco Salvarani, uno dei fondatori e contrabbassista dell’orchestra, ha curato un libro in cui testimonianze e rigore si accompagnano nel dar vita ad un’esperienza indelebile ed emozionante, pieno di fotografie, e agile nella lettura. Personalmente, mi sono quasi commosso nel rivedere Raffaele “Fefè” Giusti, che veniva spessissimo nel mio negozio di dischi per ascoltare le novità e parlare di jazz, il grande Augusto Mancinelli, il medico pediatra Rodolfo Varani, assetato di registrazioni “live”, al quale ho passato tutti i nastri che avevo, e poi i giovani di allora Roberto Gobbi, Samuele Garofoli, Roberto Rossi, Giovanni Ceccarelli, Massimo Manzi. Ma dovrei citarli tutti, perché tutti ho conosciuto. Nelle rassegne di Ancona Jazz abbiamo ospitato la MJO due volte, nel 1981 e nel 1988, poco dopo la rifondazione. Memorabile fu quest’ultimo concerto, quando l’orchestra si presentò sul palco a mezzanotte, per via di esibizioni precedenti troppo lunghe, e tenne inchiodata la platea costringendola, grazie ad una performance super, a chiedere il bis a notte fonda.
In queste 120 pagine c’è tutto: la storia e le vicende anno per anno, l’analisi e il perché del repertorio da parte di Bruno Tommaso, la descrizione musicologica dei dischi eseguita da Alfredo Gasponi, l’intervista ad Alvaro Schiaroli, manager dell’orchestra che contribuì in modo decisivo alla sua ricostituzione, a Montecarotto nel 1986, in cui aneddoti e ricordi si rincorrono sul filo di rapporti umani straordinari, la cronologia dei concerti curata da Paolo Febo.
Impressionante anche la fila degli ospiti, pronti a nobilitare repertori specifici: Gianluigi Trovesi, Giancarlo Schiaffini, Paolo Fresu, Eugenio Colombo, Gianni Coscia, Evan Parker, Giorgio Gaslini, Renato Sellani, Enrico Rava, Simone Zanchini.
Ecco perché tenere in biblioteca un libro del genere diventa quasi un obbligo per chi ama il jazz, la buona musica in generale, le sorti culturali della nostra regione. Non è in vendita, si può leggere sul sito del Consiglio regionale, ma chi preferisce la copia cartacea può farne richiesta direttamente a Paolo Febo, cell. 339 7023373

Massimo Tarabelli

Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche n.337

Comment(1)

  1. REPLY
    tina giorgetti says

    Bellissima recensione, Massimo. Come sempre, d’altronde, sai fare tu, e che è un piacere leggere. Provvederò a telefonare all’autore. Un saluto e a presto, spero, per prossimi concerti di Ancona Jazz. Quanto mi mancate!

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