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STEVE KUHN : “Promises Kept” – ECM

..Sentiti

Uno dei più grandi sottovalutati del jazz in attività, Steve Kuhn ha suonato per la prima volta in Italia nel 1999, invitato in esclusiva da…indovinate chi? Ancona Jazz, naturalmente. Il suo concerto allo Sperimentale è ancora nel cuore di tutti gli spettatori.
Da allora qualche anno di silenzio dovuti a problemi di salute (per fortuna, ora risolti) ed ecco apparire questo nuovo, anomalo, disco. Qui infatti Steve elimina la batteria, mantiene il fido bassista David Finck e inserisce un’orchestra d’archi arrangiati in modo meraviglioso, diciamolo subito, da quella vecchia volpe di Carlos Franzetti. La musica che si ascolta si colloca nel versante romantico di Kuhn, tutti brani originali (qualcuno, soprattutto “Oceans In The Sky”, già molto noto) in cui il pianista ha modo di esaltare il suo tocco magistrale in ogni luogo della tastiera, specialmente nei bassi, così profondi ed espressivi da provocare emozioni a non finire. Temi suggestivi e bellissimi, linee melodiche larghe e seducenti, un pianismo personale da fuoriclasse unico al mondo (nessuno, nemmeno Jarrett e Mehldau, arrivano a tali vertici di “voicing”), rendono il CD tra i migliori esempi di pianoforte nel panorama jazz contemporaneo.
Da ascoltare assolutamente, quindi, anche se il jazzofilo generico potrebbe storcere il naso per un’atmosfera d’insieme un pochino appesantita da una qual uniformità espressiva. Allora troverà piena soddisfazione nei dischi in trio, da cercare senza indugi, e nel concerto prossimo all’hotel Emilia, accanto a due altri musicisti super come George Mraz e Joey Baron.

 

Massimo Tarabelli



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