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Alfredo Ferrario Rossano Sportiello

ALFREDO FERRARIO  –  ROSSANO SPORTIELLO
“I’ll See You In My Dreams – A Tribute to Kenny Davern & Dick Wellstood”
GoFour 1007 (2007)

If Dreams Come True /If I Could Be With You /I Want To Be Happy /Comes Love /Travelin’ All Alone /Elsa’s Dream /Please Don’t Talk About Me When I’m Gone /Love Me Or Leave Me /Pee Wee’s Blues /Just One Of Those Things /I’ll See You In My Dreams /Someday Sweetheart /My Blue Heaven /Just One Of Those Things (a.t.) /Oh, Baby

Alfredo Ferrario, clarinetto; Rossano Sportiello, pianoforte

Eccolo qua, appena uscito dalla fabbrica, il nostro nuovo GoFour. Scrivo queste righe dopo il concerto di presentazione ad Offagna, sabato 29 marzo, spettacolare e entusiasmante, in cui Rossano e Alfredo si sono letteralmente scatenati portando all’ovazione il pubblico che gremiva la chiesa del Sacramento.

Quindi non è affatto vero che questo jazz è superato e ormai roba da museo, come l’industria e certa stampa vogliono farci credere. Tutto il contrario invece quando, ben inteso, gli interpreti sono del valore dei nostri due amici, che non temono raffronti a livello internazionale. Il jazz classico suonato nel 2008 presenta difficoltà supreme di tecnica, acquisizione del linguaggio, assorbimento culturale. E, come già accennato, non riserva le luci della ribalta. A maggior ragione la nostra stima verso questi musicisti è totale, pari alla loro passione sconfinata.
Nel pianismo di Rossano si intrecciano lo stride di Fats Waller, James P.Johnson e Willie “The Lion” Smith e i fraseggi evolutivi di Earl Hines, Ralph Sutton, Dick Wellstood, Dave McKenna fino a Barry Harris, che conferiscono al suo stile affascinanti “nuances” di modernità e trasversalità. Un ruolo non secondario lo svolge poi la tradizione della canzone napoletana (con in testa uno dei suoi più importanti interpreti, Renato Carosone), sempre presente nei suoi concerti (ad Offagna ha legato “Body and Soul” con “Anema e core”). Quindi un melodista sopraffino che sa essere nello stesso tempo uno straordinario interprete, oltre che abilissimo improvvisatore. Alfredo Ferrario non gli è da meno; il suo è strumento ingrato e quanto mai ostico, ma dal fascino e “fisicità” rari. Ammiratore di Kenny Davern, egli non dimentica Pee Wee Russell (qui omaggiato in “Pee Wee’s Blues”, onnipresente nel repertorio del geniale compagno di Eddie Condon e Bud Freeman), né tantomeno Benny Goodman, di cui sposa la magnificenza tecnica.
I due si intendono a meraviglia su un repertorio amatissimo, e meritano “i più calorosi applausi per questo superbo tributo” (parole di Bob Wilber, che onora con le sue note di copertina il disco), in cui la mancanza di basso e batteria non si avverte per nulla, e non è modo di dire.
Registrato al Ridotto delle Muse durante il festival dello scorso anno e senza la presenza degli spettatori, questo CD presenta quasi tutte “first take”, a dimostrazione ulteriore di quanto sia alta la maestria e profonda la dimestichezza di Rossano e Alfredo con questo repertorio. Ascoltate e non vi fermate, mi raccomando; d’altronde non ci riuscirete perché il clima è così vario da evitare pause e stanchezze. E non vi stupite dall’intro “free” di “I’ll See You In My Dreams”. Kenny Davern era così duttile che si cimentò anche in questo campo, accanto a Steve Lacy, Steve Swallow e Paul Motian (“Unexpected”, del 1978).
Un ultimo consiglio : durante l’ascolto, leggete le note di Sportiello, argute, istruttive e ironiche come la persona, affabulatore e presentatore pressoché unico nella scena odierna.
Finché esisteranno musicisti simili, il futuro del jazz è assicurato.

Massimo Tarabelli

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