STEFANIA TALLINI “Maresìa” – Alfa Music (2007)

Disco dopo disco, Stefania Tallini conferma un talento superiore nella scena dei jazzisti odierni. Una personalità multiforme, che si esalta nella tecnica pianistica e, soprattutto, in doti di compositrice rare.

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STACEY KENT “Breakfast On The Morning Tram” – Blue Note

Stacey Kent, una delle nostre cantanti preferite ....

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TARDO HAMMER “Look Stop & Listen” – Sharp 9 (2007)

Meno male che ancora qualcuno si ricorda di Tadd Dameron. Non mi sorprende che stavolta sia Tardo Hammer, perché il pianista è uno dei più puri e fedeli interpreti del linguaggio bop, ma mi domando quanti ...

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DAVE VALENTIN “Come Fly With Me” HighNote (2007)

Dave Valentin è sulla scena da decenni. Specializzato nel flauto, si è soprattutto mosso in un campo, piacevole quanto volete, ma superficiale e stucchevole qual è il latin jazz mischiato a retoriche fusion (i tanti dischi per la GRP ...

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TOM HARRELL “Light On” – HighNote (2006)

Salutiamo il ritorno sulla scena discografica di un gigante del jazz moderno, il grande Tom Harrell, su cui aleggiavano voci piuttosto allarmanti ...

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GIULIANO PERIN “Passion & Reason” – Caligola (2006)

Sottopongo volentieri alla vostra attenzione questo vibrafonista, giunto solo al terzo disco pur non essendo giovanissimo ...

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GARY SMULYAN “More Treasures” – Reservoir (2006)

Gary Smulyan traccia un preciso confine in questo disco. Tra coloro che “sanno” suonare nella tradizione, e sono sempre meno, e quelli che, non riuscendoci, optano per soluzioni espressive più aperte e contemporanee, e sono la maggioranza.

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DAVID HAZELTINE “The Jobim Songbook In New York” – Chesky (2006)

Lo ammetto: mi sono avvicinato a questo disco con negligente superficialità, giustificata appena dal fatto che acquisto di regola qualsiasi disco di e su Jobim.

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PATTI AUSTIN “Avant Gershwin” – Rendezvous (2006)

Quincy Jones stravede per lei e le lodi si sprecano nella copertina di questo nuovo disco di Patti Austin. Sono giudizi che condivido, soprattutto sul fatto che sia forse la cantante più sottovalutata di oggi. Ma è la stessa carriera della Austin a spiegarci il perché.

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